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Sebastian

Italy // Bologna


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Biography


Sebastian

Ricordo molto bene quella sera d’inverno ‘81/’82 in cui, per la prima volta, riuscii a infilarmi dentro una vera discoteca.
Nel nostro paesino in provincia di Bologna c’erano tanti ragazzini che provavano ad entrare nonostante non avessero ancora compiuto 16 anni ed io, come altri, facevo parte di quelli che venivano acchiappati all’ingresso della sala da ballo e portati fuori.

Quella sera no (andavo per i 15 anni) super sbarbo e 50 kg di peso, ho fatto la fila alla cassa, e mentre percepivo i suoni bassi dei dischi attraversare le porte e le pesanti tende della sala, mi lasciarono passare!

Una volta entrato restai affascinato, subito m’innamorai dell’ambiente che mi circondava, mentre suonavano i Will Power con “Adventures in success” o gli Alan Parson Project con “Eye in the sky”, notai le ragazze: bellissime, agghindate, profumate, ben vestite e tanto lontane…
Ricordo le vibrazioni che emanava il potentissimo impianto, il bar e tutto mi piaceva, mi piaceva troppo, fin troppo…

Erano 2/3 anni che comperavo dischi ma non sapevo quasi nulla di ciò che c’era dietro; non avevo vissuto i 70’s e acquistavo ciò che le radio libere proponevano per di più, dati i pochi soldi a disposizione, in quantità ridotte.
Avevo però buona volontà ed imparai presto a conoscere ciò che era accaduto prima del mio ingresso in quel mondo.

Appena conseguita la patente di guida cominciarono i pellegrinaggi verso i templi; giravo un sacco di discoteche, dalla riviera romagnola a tutto il nord Italia… Ricordo ancora il fantastico martedì sera del vecchio Pineta, anni 85, 86 e 87.

Alla fine degli ottanta e con l’arrivo di nuovi (per me orribili) generi musicali, mi radicai nella zona tra Riccione, Rimini e Milano Marittima, dove il sound era ancora molto valido.

Nel 1985 iniziai a mettere dei dischi in una disco paninoteca di Galliera, un paesino limitrofo al mio, ovviamente non sapevo fare assolutamente niente.
Il caso volle che proprio quel DJ che suonava al mio paese, quello che vedevo lassù in alto nella consolle, aveva messo famiglia proprio li vicino,  così ci veniva a trovare, a me e ai miei amici che provavamo costantemente improbabili mixaggi e, trovandoci forse simpatici, cominciò ad istruirci.

Da lui imparai un sacco di cose, i tempi, gli stacchi, gli spazi, la ricerca, gli occhi al pubblico, il loro comportamento disco per disco, la scelta dei brani, l’essere disponibili ma avere una propria identità musicale, la gestione dell’equalizzatore e dei volumi.

Suonai in quel posto sino al 1987, fino all’arrivo dei primi dischi house e da allora cominciai a suonare in molte feste private.
Le mie avventure musicali, dietro minuscole consolle nelle feste locali continuarono, e la mia collezione di dischi, che allora si aggirava introno alle 5000 unità e a qualche libro, cominciò a crescere.

Ero abbastanza conosciuto localmente, così, a metà anni ’90, una sala distante una decina di km da casa mia, dedita a serate disco e serate latine mi chiamò perché aveva un piccolo problema e mi chiese aiuto.
L’aiuto consisteva nel fatto che il dj disco arrivava da lontano e spesso faceva tardi, non arrivava mai prima di mezzanotte e a volte anche mezzanotte e mezza, quindi avrei dovuto aprire le serate.
Accettai, anche perché gli orari erano equilibrati con il mio lavoro di idraulico che non ho mai lasciato neanche per un istante, così, il giovedì sera, massimo all’una ero a letto.

Le cose andarono a gonfie vele: le esperienze maturate nelle varie feste, la continua assidua presenza nelle migliori sale d’Italia e i preziosissimi insegnamenti del DJ di Galliera mi permettevano di gestire la situazione e di avere tutto sotto controllo.

Rimasi fino al ’98, poi, impegni di lavoro e altri problemi non mi permisero di continuare; ricordo con malinconia che avevo appena comperato e messo nella valigia dei dischi la grandissima Hit di Ultra Natè chiamata Free, un disco incredibile, fantastico, che purtroppo non riuscii a mettere sotto la puntina.
Passata l’amarezza iniziale, dedicai il mio tempo a ciò che facevo sin dagli inizi: cercare i dischi usati nei 70’s e, da quel momento, anche quelli ballati nella patria della discomusic: l’America.
Ero consapevole e informato del fatto che quei dischi in Italia sono arrivati dal ’77 in poi e nemmeno tutti, perciò praticamente tutte le pubblicazioni precedenti erano pressoché sconosciute, solo due sale in Italia avevano i dischi prima del ’77: il Ciak di Bologna (città all’avanguardia, allora) e la Baia degli Angeli a Gabicce.

Dal ’98 ad oggi anche grazie all’avvento di internet,  non ho mai smesso di cercare informazioni e dischi relativi a quel mondo e la mia collezione è cresciuta sino a raggiungere  circa 15000 unità viniliche!

Il mio ingresso a Radio Cool 1, in dicembre del 2015, è stato un fatto casuale e inaspettato, un amico mi portò da Steve DJ e me lo presentò.
Ricordo ancora quel “Vuoi provare?” francamente non ero abituato alla radio e la proposta m’intimoriva, però ci pensai e decisi di provare.

Le origini del nome Sebastian? Un’invenzione di mia moglie Giulia….

 

Music


PROGRAMMI


SOUND OF JOY By SEBASTIAN

A casa, guardando la mia colossale montagna di dischi accatastati dentro la stessa tavernetta che  spianai io stesso a 11 anni, immaginai un programma che potesse raccontare il mondo della disco comprese quelle piccole chicche e curiosità che avevo appassionatamente studiato ed appreso negli anni.
Ho chiamato il programma “Sound of Joy” perché i dischi della mia collezione hanno fatto ballare e donato allegria e spensieratezza a milioni di giovani!
Lo scopo di questo programma è quello di fare conoscere brani mai arrivati in Italia e in Europa, così come anche quelli dimenticati con una spruzzata di estratti più conosciuti e commerciali.

I dischi selezionati, rigorosamente di vinile, riguardano  un periodo compreso tra i 60’s e i 70’s senza esclusione di genere: Rock, Soul, Funk, R&B, Jazz, Fusion, Reggae, Synth Pop ecc.
Viene lasciato spazio anche per grandi classici usati al Paradise Garage di Larry Levan che ritengo essere il miglior Disc Jockey di tutti i tempi, il mio mito.

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